Sandro Teti a Tashkent per l’anniversario della nascita del grande intellettuale uzbeko Alisher Navoi

​Il 9 febbraio si festeggia in Uzbekistan una ricorrenza molto importante: l’anniversario della nascita di Alisher Navoi, considerato il più grande letterato uzbeko di tutti i tempi, nonché uno dei Padri fondatori del moderno Uzbekistan.

Nel corso della cerimonia che ha avuto luogo a Tashkent lo scorso 9 febbraio alla presenza di importanti cariche dello stato, è stata presentata la prima traduzione integrale in lingua italiana del capolavoro di Navoi Il linguaggio degli uccelli prefato dall’arabista e bizantinista Marco Di Branco.

Il “Lisan at-Tayr” (questo è il titolo originale dell’opera) è uno dei più grandi poemi mistici del sufismo. Ispirandosi al capolavoro di Attar, ovvero il “Mantiq at-tayr” (“Il verbo degli uccelli”), Navoi trasforma la favola in un potente itinerario spirituale: un’allegoria in cui ogni uccello incarna le paure, i desideri e le resistenze dell’essere umano di fronte alla verità divina. Attraverso le sette valli il poema esplora l’amore assoluto, la ri­nuncia al superfluo e la conoscenza di sé come via verso l’illuminazione. In una lingua poetica di rara bellezza, il cha­gatai o uzbeko antico, Navoi intreccia filosofia, simboli­smo e fede, dando vita a un’opera senza tempo.

L’editore, che durante il suo intervento ha sottolineato l’importanza di questa pubblicazione per i rapporti culturali e diplomatici tra i due Paesi, è stato insignito della medaglia “Alisher Navoi”, importante onorificenza uzbeka assegnata a coloro che si distinguono nel campo della cultura, dell’arte e della scienza.