≡ Vittorio Strada
Nato a Milano nel 1929. Slavista, professore ordinario di Lingua e letteratura russa all’Università Ca’ Foscari di Venezia, è uno dei più autorevoli studiosi ed esperti del pianeta Federazione Russa-Paesi della C.S.I. Ha diretto per anni l’Istituto Italiano di Cultura a Mosca.
Come si legge nella autobiografia che compare in Autoritratto autocritico. Archeologia della rivoluzione d’Ottobre (Liberal Edizioni, Roma 2004) fu un viaggio di studio in Russia che portò Strada a vivere la propria scelta politica da posizioni “deviazionistiche” rispetto alla linea del Partito Comunista Italiano e a evidenziare la frattura tra i propri interessi filosofico-teorici e il socialismo reale.
I suoi saggi ripercorrono gli intrecci e gli scambi con la civiltà europea in due secoli e mezzo di storia culturale russa; in particolare indagano il tema dell’appartenenza della Russia all’Europa, una questione tuttora aperta.
Ha ideato la Storia della letteratura russa in sette volumi edita parzialmente da Einaudi e integralmente, in Francia, da Fayard e fondato la rivista di studi storico-culturali “Rossija/Russia”, ora pubblicata a Mosca. Ha curato l’edizione delle opere narrative di Michail Bulgakov (Einaudi) e Boris Pasternak (Mondadori) e presentato testi fondamentali del pensiero filosofico e politico russo moderno. Tra i suoi volumi: Le veglie della ragione. Miti e figure della letteratura russa da Dostoevskij a Pasternak (Torino 1986), Simbolo e storia. Aspetti e problemi del Novecento russo (Venezia 1988), Autoritratto autocritico. Archeologia della rivoluzione d’Ottobre (Roma 2004).
Da molti anni scrive sulle pagine del Corriere della Sera.
